25/07/2013

Straniera in Brasile e Straniera in Italia



A maggio 2013 siamo andati in Brasile dove siamo rimasti per tre settimane. Questa volta devo ammettere che non mi sono trovata cosi male, anche se non mi inspira neanche un po' pensare a vivere nuovamente a San Paolo. 

Effettivamente mi sono sentita turista nel mio proprio paese. Questo vuol dire che con il tempo ci si abitua a vivere in un'altra cultura, intanto allo stesso tempo si inizia a perdere alcuni valori che si imparano durante tutta la vita. Si capisce che le cose cambiano sia per chi è andato a vivere all'estero, che per chi è rimasto nel paese. Cambia il modo di vedere le persone, le situazioni e senza dubbio il modo di affrontare i problemi in generale. Cambia anche il modo come i tuoi amici e la tua famiglia ti vedono. Cambiano gli argomenti, in alcuni casi l'intimità e il livello di confidenza con le persone. 

Insomma, in questi viaggi si nota che gli anni stanno passando e che i punti di riferimenti cominciano a non essere forti come una volta. Tu ti senti straniero nel tuo paese di origine, ma ti senti straniero anche nel tuo nuovo paese. Capisci che ogni giorno, mese ed anno succedono mille eventi nella vita delle persone importanti per te, ma tu sei lontano per poter condividere le loro emozioni.  Capisci che pian pianino anche loro cominciano a non raccontarti tutto, tanto perché ognuno passa a vivere la sua propria vita. E più che altro, si percepisce che non si tratta più di pensare agli anni che sono passati da quando sei andato via, ma si di pensare a quando riuscirai a tornerai a casa. 

Ora sono turista in Brasile e non mi sento a mio aggio nella mia città, non mi sento più sicura! Tra l'altro mi dispiace vedere che li regnano dei valori che non sono più collegati alla mia maniera di guardare il mondo, che cè un sistema capitalista indegno nella radice della cultura brasiliana, che permette che la gente muoia negli ospedali pubblici oppure sia vittima di violenze che probabilmente non risulteranno mai in una punizione. Senza parlare della mancanza di un sistema educazionale decente e di un minimo di uguaglianza sociale. 

Esattamente, in Brasile chi ha soldi può vivere bene, ma chi non ne ha deve pregare a Dio per poter tirare avanti. Ma quello che mi stupisce oggi, vedendo da fuori, è che la gente considera normale tutte queste ingiustizie, si può contare nelle dita della mano le lotte per cause sociali e poi quando esistono viene fuori una classe elitista completamente insoddisfatta perché non vuole che ci siano delle manifestazioni che possano disturbare la loro bella vita o che siano capaci di modificare il loro stato di  "essere superiore".

Mese scorso ci sono state tante manifestazioni in Brasile: più di 1 milioni di persone sono uscite nelle strade per chiedere un Paese più giusto e senza corruzione. Io mi sono sentita orgogliosa di vedere che la gente era finalmente arrivata al BASTA e iniziava a cercare un Brasile migliore, ma dall'altra parte ho sentito tanta gente indignata, che diceva che le manifestazioni non sarebbero servite per niente, che la polizia avrebbe dovuto picchiare molto di più i cittadini, che erano vagabonde, che gli aumenti nelle tasse di trasporto pubblico non rappresentavano quasi niente ecc. Erano furibondi ed io mi chiedo come mai erano cosi arrabbiati?

La risposta è molto semplice, questa gente arrabbiata è RICCA e non vuole le ascensioni sociali, non gliene frega niente se i poveracci devono pagare più tasse per un trasporto pubblico che non funziona, tanto loro non usano autobus/metropolitana o treno. Questa gente RICCA non vuole che i suoi figli frequentino le stesse scuole dei figli del loro impiegati perché loro sono "esseri superiori". La verità è che questa realtà attuale fa schifo a tutti i cittadini che riescono a ragionare sulla crescita economica di un paese (oggi la 6a potenza mondiale) che beneficia soltanto una piccola parte del popolo!

L'Europa di oggi ha senza dubbi grossi problemi che stanno risultando in un altra serie di difficolta, ma questa crisi economica prima o poi passerà. Non sarà facile ne veloce da risolvere, ma sinceramente sono problemi infinitamente minori di quelli che ne abbiamo in Brasile. Qui ancora il sistema sanitario è ben assistito, il sistema educazionale funziona, la polizia non è corrotta come la polizia brasiliana e la gente non ammazza per € 1,00. Qui ancora si può parcheggiare la macchina nella strada che nessuno ti ruba, si può uscire tranquillamente con il suo notebook/tablet/cellulare/macchina fotografica e non succede niente. 

Tornare in Brasile mi porta tanta nostalgia delle persone che amo e che vorrei stare vicina. Tornare in Brasile mi fa vedere che anche se abbiamo amici in Italia è li che è rimasta grande parte della nostra anima, della nostra storia e che il tempo passa e stai perdendo troppe cose importante con i suoi. Tornare a casa ti fa pensare che il tempo non torna indietro e che non stai godendo momenti unici con persone uniche, ma tornare in Brasile oggi mi fa anche vedere che non sono pronta per tornare!

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